venerdì, 24 febbraio 2006,11:52



E' nato 2 o 3 giorni fà: il cucciolo di casa!

Abbiamo infatti una coppia di canarini che hanno deposto le uova.
L'altro giorno se n'è schiusa una ed è nato sto cosino rosso e spennacchiato!
Ha gli occhi chiusi e a stento riesce a tenere la testa dritta... non trovate sia un'amore?!

Non avevo mai visto un uccellino così piccolo!
by Antonia-Zorba | categoria: | Link | commenti (popup) | commenti
giovedì, 23 febbraio 2006,14:58

Un'errata corrige da segnalare relativa al post sui Giardini e Orti Pompeiani. L'appuntamento è per Domenica 26 febbraio. Di seguito vi riporto la comunicazione ufficiale


Associazione Culturale

Presenta:
Orti e giardini pompeiani
Domenica 26 febbraio 2006
ore 10.00 : Appuntamento Porta Anfiteatro Scavi di Pompei

Visita ai giardini, orti e vigneti che sono stati rimpiantati con grande cura secondo gli schemi originali tra cui il Giardino di Ercole, con le sue numerose piante impiegate nella produzione di profumi ed unguenti;  il frutteto  dell’Orto dei Fuggiaschi;  il Giardino di Loreio Tiburtino, con i suoi splendidi  giochi d’acqua;  il giardino della Casa della Venere in Conchiglia con la sua  scenografica decorazione pittorica, ed altri ancora…

venereL'arte di costruire giardini è considerata, da poeti e scrittori, come un segno di alta civiltà.
Scrive Francis Bacon nel suo saggio "Of Gardens":
"Dio onnipotente piantò da prima un giardino. E in verità esso è il più puro dei piaceri umani. E' il più grande ristoro per lo spirito umano; senza di esso edifici e palazzi sono soltanto manufatti grossolani; e si vedrà sempre che, nell'evoluzione verso la civiltà e l'eleganza, gli uomini arrivano prima a costruire edifici maestosi che a creare bei giardini come se l'arte dei giardini fosse la massima perfezione..."
Tra le testimonianze più importanti di questo fenomeno, le Case di Pompei mostrano, nell'attimo immobilizzato del 24 agosto del 79, l'importanza e lo splendore dei giardini dell'epoca, ricostruiti oggi grazie agli studi delle radici e dei pollini imprigionati dalla lava del Vesuvio.
Nella forma del giardino si ripropongono i principi di geometria e simmetria propri dell'architettura. Attraverso la costruzione di graticci si struttura lo spazio e si definiscono i percorsi. L'acqua  sgorga da fontane e scorre attraverso il giardino. Nella Casa di Loreio Tiburtino il canale dell'acqua, detto euripo, è asse portante di tutta la costruzione del giardino e la fonte è situata sotto un padiglione che ne accentua l'importanza.
E, ancora, la Casa del Giardino di Ercole Impianto tipico a schiera. Il nome della casa deriva dalla presenza di un altare e un’edicola dedicate al culto di Ercole presenti nel giardino e la Casa della Venere in Conchiglia, danneggiata da una delle bombe cadute su Pompei nel 1943, sembra impostata su una casa precedente. La casa è molto famosa per le raffigurazioni pittoriche presenti sulla parete sud della casa: un giardino rigoglioso e una copiosa fauna. Sulla destra è dipinta una vasca di fontana con uccelli, sulla destra invece la statua di Marte. Al centro una finestra che sembra aprirsi sul mare e, in un conchiglia, Venere che accompagnata da due amorini, sembra sospinta verso Pompei di cui era protettrice.
Dunque, la presenza del giardino conserva in sè un richiamo all'antico significato rurale, con la presenza dei Larari, le edicole dipinte dove si celebrano gli dei della natura e della fertilità.
E' anche grazie agli affreschi di Pompei che l'immagine dei giardini è arrivata fino a noi: le pitture rappresentano una grande varietà di alberi e specie vegetali, pergolati coperti di rampicanti, uccelli di ogni specie, vasche e fontane, e padiglioni immersi nel verde. Talvolta sono prospettive illusionistiche, che prolungano verso un immaginario spazio esterno gli ambienti delle stanze - portando al loro interno gli elementi del giardino -, altre volte sono vere e proprie scene di paesaggio, i cosiddetti topia, termine che darà origine, per estensione di significato, all' "arte topiaria", ossia all'arte - propria del topiarum, il giardiniere - di tagliare e potare gli alberi in modo da comporre quelle stesse scene dipinte, animate da personaggi e paesaggi fantastici.
L’Associazione Culturale nella sua recente e rinnovata denominazione, “AltrOmondo”, con l’itinerario “Orti e Giardini Pompeiani”, propone ai visitatori un viaggio tra storia, archeologia, arte, filosofia e poesia,attraverso gli Orti e i giardini di Pompei di duemila anni fa.

Per Cicerone, che ha abitato quei luoghi, il giardino è di per sé qualcosa che induce a pensare come afferma nel dialogo De Oratore: ci si sente a contatto con la natura, il pensiero è libero e sognante, il paesaggio, ma quale paesaggio è più seducente di un giardino?, rende perfetto lo spirito, con i miti familiari e domestici, fra le opere d'arte greche a contatto con tutta la cultura ellenica. Colpito da un dolore familiare straziante, la morte della figlioletta Tullia, volendo attribuirle una sorta di eternità, pensa ad un giardino funebre e tale scelta diventerà costume per la cultura romana che adotterà come tomba per due imperatori divinizzati Augusto e Claudio un recinto sacro adorno di erbe e fiori.

Lucrezio, nel suo “De Rerum Natura”, seguendo le tracce degli insegnamenti del filosofo greco Epicureo: “il giardino è parte di un tutto”. Il tutto è la natura di Lucrezio, svela i segreti in versi di poesia e scienza. Egli evoca in contrasto con i palazzi dorati delle città un gruppo di amici sdraiati sull'erba all'ombra di un albero, in mezzo ai fiori dell'estate. E quando descrive i piaceri di cui gli uomini godevano all'inizio del mondo paragonato all'inferno terrestre posto nell'animo dei malvagi, ritrova un paradiso terrestre a immagine dei giardino dei poeti in cui il saggio epicureo è felice.

Virgilio ama le terre piene di nebbie che stanno intorno al Mincio o Ariccia, fertile per le verdure, o i dintorni di Napoli; anche Pompei e le sponde del Sarno. Si può sicuramente affermare che Virgilio ha raccolto una dea flora composita, letteraria, trascurando ogni idea di verosimiglianza e di realtà. Immagine e poetica e religiosa, dove anche il più povero poteva vivere al pari di un re, nutrendosi di ortaggi: si ricordi il vegetarismo degli adepti della filosofia pitagorica. Da ogni parte fioriscono i simboli, molti dei quali indissolubilmente legati alle credenze più arcane della regione italica, dove Virgilio avrebbe cercato di manifestare una concezione della vita della virtù e un'idea di felicità.

Dunque, un viaggio attraverso il modus vivendi di 2000 anni fa, che si esprime a Pompei,  nelle coltivazioni, i fiori e le piante aromatiche utilizzate per cucinare, per curarsi e per arricchire la tavola di tempi antichissimi. Quindi il ruolo delle piante nella cucina degli antichi Pompeiani, ci farà scoprire la modalità della cottura e della conservazione dei cibi della Pompei antica che daranno un'idea su quanto il diverso uso di ingredienti dolci e salati e di erbe aromatiche e spezie, diversamente combinati, determinava effetti sulla salute, sul comportamento sessuale (piaceri) e sociali


quota associativa 5 euro (ingresso Scavi eccezionalmente gratuito)  
Prenotazione obbligatoria:  081.400651 - 333.3736777
www.multimodo.com/altromondo - altro.mondo@yahoo.it

come arrivarci:
in auto: A3 Napoli-Salerno, uscita Pompei
in Circumvesuviana: da Napoli (p. Garibaldi) direzione Poggiomarino p.h.9:25  - a.h.10:10
by Antonia-Zorba | categoria:eventi vino in campania | Link | commenti (popup) | commenti
martedì, 21 febbraio 2006,23:49
Beh! Devo dire che oggi per me è stata la puntata di Gusto più esaltalte
Perchè?!?!? 
  • Paolo Lauciani
  • L'Irpinia (Campania), la mia terra
  • Greco di Tufo, Aglianico, Taurasi e Fiano, i vini della mia terra
Cosa potevo sperare di più?

Il video è nella finestra a destra al "posto d'onore"!

Ora di seguito vi trascrivo la puntata di cui sopra... una puntata ispirata!

Lauciani: "L'Irpinia ha rappresentato e rappresenta tutt'ora un vero e proprio baluardo a difesa della originalità dell'ampelografia1 italiana, avendo da sempre puntato sui vitigni autoctoni per la sua produzione enologica. Ma si tratta anche di una terra ricca di prezione testimonianze storiche, come quella in cui ci troviamo: una catacomba paleocristiana del II sec. d.C., che sorge nei pressi della Basilica dell'Annunziata a Prata di Principato Ultra in provincia di Avellino. Si tratta di una località storica nei pressi della quale passava l'antica via romana Abellinum - Beneventum, che univa il mar Tirreno al mar Adriatico.
L'importanza enografica dell'Irpinia è testimoniata dai tre vini a D.O.C.G. che nascono su questo territorio, peraltro impervio e difficile. Qui siamo a Sorbo Serpico in un vigneto di Fiano che in questo momento è alla potatura e alla legatura dei tralci. Si tratta dell'antica vitis apiana cioè originaria di Apia, città pre-romana corrispondente all'attuale Lapio.
Gli altri vini che nobilitano questo territorio sono il Greco di Tufo, un bianco di straordinaria mineralità e soprattutto il Taurasi da uve Aglianico, un vitigno considerato, un tempo, umile - l'uva dell'agliana, cioè della pianura del tempo degli Aragonesi - , oggi diventato uno dei rossi più grandi e importanti d'Italia.

Ed è arrivato il momento di esaltare i grandi vini dell'Irpinia e lo facciamo di fronte a questa splendida tavola imbandita in compagnia del nostro Alberto Marcomini"
Marcomini: "Sì caro Paolo, oggi mi sento un direttore di un grande coro in una grande Basilica. Qui abbiamo una Basilica ripiena di barrique, musica sacra di grandi madrigali e il profano dei prodotti della terra irpina.
Iniziamo subito con i friarielli che si gettano nell'olio bollente con aglio e peperoncino, con i fagioli di Controne (SA), con le fave dell'alta irpinia e i ceci in provincia di Salerno. Prodotti soavi, prodotti leggeri."
Lauciani: "Greco di tufo, giovane, profumato ed elegante!"
Marcomini: "Grandi pani di tutti i tipi, ripieni addirittura di ciccioli di maiali, che si portavano in campagna dai contadini per far merenda - qui si dice andare a marennà. Addirittura pani fatti con il grano arso che era quello che rimaneva dalle stoppie bruciate quando i poveri non avevano altro che questo per fare il pane."
Lauciani: "Abbiniamoli ad un grande Fiano un pochino più strutturato, minerale e... sta benissimo!"
Marcomini: "Passiamo a tre piatti tipici della cultura contadina irpina: abbiamo una pancetta su una passata di fagioli di Controne; una minestra maritata (anche in Veneto c'è la minestra maritata che è lo sposalizio tra tagliatelle e riso) qui sposalizio tra verdure e carne."
Lauciani: "Qui ti faccio scegliere Alberto: bianco strutturato: un Fiano passato un po' in legno, un rosato da Aglianico o anche un Aglianico leggero con poco invecchiamento."
[...]
Marcomini: "E passiamo con i grandi salumi: questo è un maiale di Caserta che vive allo stato brado: quindi maiale, guanciali..."
Lauciani: "Rosato da Aglianico è magnifico!"
Marcomini: "Andiamo a terminare con uno stracotto di maiale e il classico formaggio podolico, quindi caciocavallo podolicoprodotto proprio in questa zona e che si accompagna con la sorba che nasce proprio qui a Sorbo Seropico (una bacca rossa con la quale viene fatta una confettura)."
Lauciani: "Grande Taurasi, magari riserva per la carne e anche per il caciocavallo podolico che però può trovare un matrimonio d'amore anche con uno splendido passito di uve Fiano."



1 da ’άμπελος - vite e γραφή - descrizione: disciplina che descrive e classifica i vitigni sul piano della morfologia esterna (germogli, foglie, grappoli e acini).
2 da vacche Podoliche, una razza di origine ucraina introdotta con l'invasione dei barbari.
domenica, 19 febbraio 2006,20:41

Cantine Grotta del Sole
Bianco Igt
Falanghina 70%
Caprettone 30%
13,5%

Paglierino intenso con raffinati riflessi dorati.
Gli eleganti e intensi profumi ricordano la frutta esotica, ben ampliata dal miele d'acacia e da una fine tostatura.
Al palato grande classe e raffinata morbidezza, in dialogo serrato con freschezza e sapidità.
Impeccabile la persistenza. E' stato elevato 6 mesi in barrique francesi
Con un'isalata di astice con tartufo bianco.

Valutazione di Lauciani: 86

by Antonia-Zorba | categoria:i vini campani di paolo lauciani | Link | commenti (popup) | commenti
venerdì, 10 febbraio 2006,12:13

Sabato, 25 Febbraio 2006

Visita ai giardini, orti e vigneti che sono stati rimpiantati  con grande cura secondo gli schemi originali tra cui il Giardino di Ercole, con le sue numerose piante impiegate nella produzione di profumi ed unguenti; il frutteto dell’Orto dei Fuggiaschi; il giardino di Lorcio Tiburtino, con i suoi splendidi  giochi d’acqua; il giardino della Casa della Venere in Conchiglia con la sua  scenografica decorazione pittorica, ed altri ancora.

Appuntamento ore 10.00 Porta Anfiteatro Scavi di Pompei
Informazioni: 081.400651 - 333.3736777 - 329.2043700

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