L’Associazione Culturale nella sua recente e rinnovata denominazione, “AltrOmondo”, con l’itinerario “Orti e Giardini Pompeiani”, propone ai visitatori un viaggio tra storia, archeologia, arte, filosofia e poesia,attraverso gli Orti e i giardini di Pompei di duemila anni fa.
Per Cicerone, che ha abitato quei luoghi, il giardino è di per sé qualcosa che induce a pensare come afferma nel dialogo De Oratore: ci si sente a contatto con la natura, il pensiero è libero e sognante, il paesaggio, ma quale paesaggio è più seducente di un giardino?, rende perfetto lo spirito, con i miti familiari e domestici, fra le opere d'arte greche a contatto con tutta la cultura ellenica. Colpito da un dolore familiare straziante, la morte della figlioletta Tullia, volendo attribuirle una sorta di eternità, pensa ad un giardino funebre e tale scelta diventerà costume per la cultura romana che adotterà come tomba per due imperatori divinizzati Augusto e Claudio un recinto sacro adorno di erbe e fiori.
Lucrezio, nel suo “De Rerum Natura”, seguendo le tracce degli insegnamenti del filosofo greco Epicureo: “il giardino è parte di un tutto”. Il tutto è la natura di Lucrezio, svela i segreti in versi di poesia e scienza. Egli evoca in contrasto con i palazzi dorati delle città un gruppo di amici sdraiati sull'erba all'ombra di un albero, in mezzo ai fiori dell'estate. E quando descrive i piaceri di cui gli uomini godevano all'inizio del mondo paragonato all'inferno terrestre posto nell'animo dei malvagi, ritrova un paradiso terrestre a immagine dei giardino dei poeti in cui il saggio epicureo è felice.
Virgilio ama le terre piene di nebbie che stanno intorno al Mincio o Ariccia, fertile per le verdure, o i dintorni di Napoli; anche Pompei e le sponde del Sarno. Si può sicuramente affermare che Virgilio ha raccolto una dea flora composita, letteraria, trascurando ogni idea di verosimiglianza e di realtà. Immagine e poetica e religiosa, dove anche il più povero poteva vivere al pari di un re, nutrendosi di ortaggi: si ricordi il vegetarismo degli adepti della filosofia pitagorica. Da ogni parte fioriscono i simboli, molti dei quali indissolubilmente legati alle credenze più arcane della regione italica, dove Virgilio avrebbe cercato di manifestare una concezione della vita della virtù e un'idea di felicità.
Dunque, un viaggio attraverso il modus vivendi di 2000 anni fa, che si esprime a Pompei, nelle coltivazioni, i fiori e le piante aromatiche utilizzate per cucinare, per curarsi e per arricchire la tavola di tempi antichissimi. Quindi il ruolo delle piante nella cucina degli antichi Pompeiani, ci farà scoprire la modalità della cottura e della conservazione dei cibi della Pompei antica che daranno un'idea su quanto il diverso uso di ingredienti dolci e salati e di erbe aromatiche e spezie, diversamente combinati, determinava effetti sulla salute, sul comportamento sessuale (piaceri) e sociali