martedì, 28 novembre 2006,19:30
Puntata- Lezione del 22/11/06 da Gusto - TG5
Lauciani: "È l'ultima barriera che ci separa dall'agognata degustazione del nostro vino: parliamo del tappo che non è soltanto un elemento da eliminare per poter, finlmente, versare il vino nei calici, ma è l'elemento insostituibile per garantire una perfetta conservazione e l'affinamento del vino nel tempo.
È proprio per questo che, ad oggi, il sughero è stato un materiale insostituibile, perchè la sua perfetta elasticità gli consente di aderire esattamente all'interno del collo della bottiglia e la sua porosità consente al vino quella micro ossigenazione che lo fa crescere nel tempo.
Ci sono dei materiali alternativi destinati, ad oggi, a vini meno importanti o che debbono durare meno tempo in bottiglia, per esempio i tappi in materiale sintetico, in materiale plastico, che però non hanno la stessa elasticità del sughero e soprattutto non consentono al vino di respirare.
Dei tappi particolari sono quelli a fungo, tipici dei vini spumanti che - non tutti lo sanno - non nascono esattamente di questa forma, ma l'acquisiscono col tempo per la forte pressione che subiscono dall'interno della bottiglia."
martedì, 28 novembre 2006,18:25
Anche Paolo Lauciani ci dedica alcuni minuti per insegnarci a riconoscere il vino e le sue indicazioni.
Ecco nella puntata di Gusto del 17/11/06 le indicazioni per leggere correttamente l'etichetta dello spumante (siamo anche in prossimità del Natale...)
"Sulle etichette dei vini spumanti, oltre alle indicazioi di legge sulla eventuale DOC o DOCG, troviamo anche alcune indicazioni acccessorie, che ci servono a capire ulteriormente di che tipo di spumante si tratta.
Innanzitutto più esserci il riferimento al metodo di spumantizzazione, quindi:
- METODO CLASSICO: la classica rifermentazione in bottiglia; oppure
- METODO CHARMAT: rifermentazione in autoclave.
Poi può esserci l'indicazione sul livello zuccherino , quindi, in ordine crescente:
EXTRA BRUT (molto secco), e poi via via - BRUT - EXTRA DRY - DRY
Ancora può esserci l'indicazione della tipologia della Cuvee utilizzata.
La CUVEE è una mescola di vini diversi che servono a dare una base spumante di omogenea qualità sempre più elevata. Se la Cuvee deriva da una miscela di spumanti della medesima vendemmia, può esserci l'indicazione MILLESIMATO e, naturalmente, l'annata della vendemmia di riferimento."
martedì, 28 novembre 2006,18:07
Tg5 - Gusto e l'AIS hanno mandato in onda in 4 puntate (mi auguro che ce ne siano ancora) una sorta di prontuario su scelta e riconoscimento del vino.
Da ciò ho pensato fosse utile e simpatico aprire una nuova "sezione" relativa al vino per imparare qualcosa in più.
Inizio inserendo quelle che sono state le 2 puntate introduttive tenute da Daniela Scrobogna, sommelier AIS, sulle modalità di lettura delle etichette di vino.
Le puntate di Gusto in questione sono rispettivamente quella del 06/11/06 e dell'11/11/06 che di seguito vi riporto...
I parte:
"Quando al tavolo di un ristorante o di fronte agli scaffali di una enoteca o più semplicemente a casa nostra siamo chiamati a scegliere una bottiglia di vino fra numerose altre proposte, ci accorgiamo che la scelta non è così facile. Quindi ci rivolgiamo alla nostra etichetta perché possa darci informazioni magari inerenti alla qualità del vino.
Ma l'etichetta è in effetti la carta di identità del vino e riveste un ruolo fondamentale perché ha una serie di informazioni inerenti alla caratteristica del vino, alla sua provenienza, all'annata, al vitigno e può, certamente, incidere sulla scelta del consumatore. Per questi motivi l'etichetta, dev'essere chiara, leggibile e soprattutto verificabile.
Per quanto riguarda le (informazioni) obbligatorie: naturalmente il nome del vino, la categoria di appartenenza, il nome del produttore, l'imbottigliatore; abbiamo ancora la lettera "E" relativa all'imballaggio, il valore nominale del contenuto e la gradazione alcoolica.
Tra quelle facoltative: l'annata e il marchio del nostro produttore.
II parte:
"L'etichetta quindi è la carta di identità del vino. Su questa carta di identità noi dobbiamo leggere molte indicazioni che possano, quindi, orientarci nella nostra scelta.
Alcune volte noi troviamo, non solo sulla etichetta, ma anche sulla contro etichetta, addirittura sulla stagnola e sul tappo all'interno della bottiglia, molte info utili.
Esiste per legge una specificazione che viene regolamentata a parte come per esempio classico, superiore e riserva.
- Classico: è riferito a vini non spumanti che provengono dalla zona di origine più antica. E chiaramente all'interno della DOC e della DOCG sono regolamentati con un disciplinare a parte;
- Superiore: naturalmente sempre riferito a vini non spumanti, si intende una gradazione alcoolica minima superiore di almeno 1° rispetto alla base. Ultimamente indica anche una qualità superiore.
- Riserva: è sempre inerente a vini non spumanti e indica un invecchiamento minimo, rispetto al prodotto di base, di almeno 2 anni e naturalmente, per forza di cose, deve obbligatoriamente riportare l'annata sull'etichetta.
martedì, 28 novembre 2006,17:32
Sono un po' indietro con i post e con le notizie di Lauciani.
Faccio ammenda e riprendo ad aggiornare il blog, cominciando dalla descrizione di questo vino fatto da Lauciani nella puntata di Gusto (TG5) del 24/09/06
Lauciani: " Un'uva straordinaria, atta a dare vini dolci di grande finezza, è il Nasco, dal latino muscus, cioè sentore di muschio, che questo vino acquisisce con l'invecchiamento.
Si tratta di un vitigno presente da tempo immemorabile sull'isola che, in appasimento naturale su pianta, dà dei vini dolci di estrema concentrazione e di grande suadenza olfattiva, con ricordi di fiori di zagara, di scorza d'arancia candita, di dattero e di fico secco, di magnifica eleganza. Dolce, certamente, ma equilibrato da una splendida sapidità di base e dal giusto apporto alcoolico. È un grandissimo vino dolce, da servire intorno ai 12°C e da sposare o con formaggi erborinati e saporiti oppure con i grandi dolci a pasta di mandorla tipici anche dell'isola.
Davvero il Nasco di Cagliari è un vitigno e un vino da riscoprire e da apprezzare."
giovedì, 23 novembre 2006,21:23
Anteprima Vitigno Italia 2007 Martedì 28 novembre a Napoli la presentazione di VitignoItalia 2007 che quest’anno raddoppia con VitignoSud: salone nel salone dedicato alle grandi etichette del Mediterraneo Martedì 28 novembre, alle ore 18, nel padiglione America Latina della Mostra d’Oltremare di Napoli, viene presentata alla stampa nazionale ed estera, ai produttori e a tutti gli eno appassionati, con un grande incontro degustazione, la Terza Edizione di VitignoItalia, il salone del vino da vitigni autoctoni e tradizionali italiani, in programma a Napoli dal 20 al 22 maggio 2007.
L’edizione numero Tre di Vitigno Italia si annuncia più strutturata e ricca per contenuti, spazi espositivi ed eventi collaterali. Una nuova e più dinamica società, la Hamlet srl, è alla guida di questo salone che si attesta sempre di più come appuntamento leader nel Mezzogiorno d’Italia.
La grande e più attesa novità di quest’anno sarà VitignoSud I salone dei vini del Mediterraneo, salone parallelo e complementare a VitignoItalia, dedicato ai vini autoctoni del Mediterraneo e co-organizzato dall’Ersac, l’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo di Regione Campania. Una nuova, ambiziosa sfida che vede Napoli, capitale del mediterraneo e dei vini del sud.
Forti dei numeri dell’edizione passata che ha visto la partecipazione di 320 aziende, 81 buyers internazionali specializzati, oltre 15mila visitatori nei tre giorni della manifestazione,e un giro di affari di 4 milioni e 200mila euro per contratti sottoscritti, VitignoItalia&VitignoSud si preparano all’appuntamento di maggio 2007.
All’Anteprima del 28 novembre saranno ufficialmente presentati i contenuti commerciali e culturali dell’edizione 2007 che vedrà un aggiornato e più articolato percorso espositivo, uno spazio più ampio dedicato al binomio vino ed alta gastronomia con l’area Cooking&wine curata da Luigi Cremona e un cartellone di appuntamenti, incontri ed eventi dedicati alla cultura e al business del vino italiano.
L’appuntamento del 28 novembre è aperto a tutti gli eno-appassionati: un unico banco di degustazione offrirà il meglio dell’enologia nazionale (i produttori sono stati invitati a presentare ciascuno almeno un’etichetta della propria azienda). Le degustazioni saranno guidate dai sommelier dell’Ais che affiancheranno i vignaioli nell’illustrazione dei vini in mostra.
Luigi Cremona e Lorenza Vitali di WiItaly guideranno una performance eno-gastronomica: un “assaggio” di CookingforWine, mentre la Guida ai Vini Buoni d’Italia edita da Touring Club presenterà i “Coronati” dell’edizione 2006. L’Ersac curerà il banco gastronomico con il fior fiore della produzione agroalimentare tipica campana in abbinamento ai vini.
Infine un’anteprima editoriale: La Guida Completa ai Vini della Campania di Luciano Pignataro (edizioni dell’Ippogrifo), un quadro aggiornato della produzione vitivinicola campana: la storia e i dati di 250 aziende, la descrizione analitica di 1500 vini.
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