sabato, 17 maggio 2008,14:04

Le grandi Verticali campane - Gambero Rosso

Cenito Luigi Maffini - NAPOLI  
21 Maggio 2008 - 21 Maggio 2008
Durata e Orario: 20.00 - 22.00 Frequenza: Mercoledì (un incontro)
Prezzo: € 25.00

IL CORSO

Il Cilento è una vasta ed eterogenea area della provincia di Salerno, arida e frastagliata a ridosso del mare, ricca di boschi e montagne all'interno. In ambito vitivinicolo, il Cilento è una scoperta piuttosto recente. Tra i pochi ma fondamentali protagonisti di questo inizio di viaggio c'è certamente Luigi Maffini, bravo ed appassionato vigneron in quel di Castellabate. La sua etichetta di punta è il Cenito, aglianico di razza in cui si fondono potenza ed eleganza, ricchezza di frutto e personalità. Vero e proprio archetipo della viticoltura cilentana, il Cenito si racconta in una verticale di sei annate, a partire dalla vendemmia 2000.

Il corso si svolge sulla Terrazza del Vino Wine Bar.

La quota di partecipazione è di 25,00 euro; per gli Abbonati Speciali al Gambero Rosso è di 20,00 euro.

MODALITA' DI ACQUISTO
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INFO
e-mail: napoli@cittadelgusto.it
tel.: 081 3723720 (dal lun. al ven. ore 10.00-18.00)

PER PRENOTAZIONI
fax: 081 0086550

SEDE DEL CORSO
Città del gusto
via Coroglio 57, 104 (zona Bagnoli)
Napoli

by Antonia-Zorba | categoria:eventi vino in campania | Link | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 16 maggio 2008,16:11

Purtroppo troppo tardi ho trovato quest'intervista molto interessante a Paolo Lauciani...

Beh di solito si dice meglio tardi che mai... La posto di seguito perchè ci sono un po' di curiosità poco conosciute del grande sommelier!

Grazie a Clandestinoweb e a Giovanni Zambito

L'intervista del Clandestinoweb a PAOLO LAUCIANI: sommelier del Tg5

 
18/12/2007
Il personaggio: Paolo Lauciani, sommelier del Tg5, parla con ClandestinoWeb: “La vita va assaporata come un buon vino” I telespettatori che si sintonizzano per il Tg5 delle ore 13 hanno imparato col tempo ad apprezzare gli approfondimenti e le curiosità della rubrica “Gusto” che molto spesso fra gli esperti enologi ospita il romano Paolo Lauciani
che con classe, brio e competenza enuclea le diverse caratteristiche organolettiche del nettare degli dèi. Classe 1964, Paolo Lauciani insegna Latino e Greco al Liceo Classico ‘Vivona’ della capitale; con in tasca un dottorato in filologia classica, si occupa di enogastronomia insegnando nei corsi dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) e dal 2002 partecipa alla rubrica del notiziario di Canale 5. ClandestinoWeb lo ha incontrato nel Liceo dove insegna e svolge pure la funzione di vicepreside: racconta subito com’è iniziata la sua avventura di sommelier.
“Fondamentalmente sono una persona curiosa: cerco di studiare e approfondire tutto quello che è espressione e l’amore per il vino si colloca da questo punto di vista come una realtà da conoscere da vicino. Sin da bambino di nascosto bevevo dalle bottiglie che i commensali lasciavano a tavola: per quanto riguarda il cammino professionale e la carriera di sommelier ho cominciato intorno ai ventotto anni.
Mi ha convinto la scoperta che il vino è parte integrante del patrimonio culturale del nostro Paese come i classici”
- Ci sono dei risvolti negativi nell’essere esperto di vini?
“Sono oramai quindici anni che lavoro in questo settore e devo dire che non ho ancora perso lo stupore, la capacità di stupirmi sia quando assaporo il vino semplice di un contadino sia quando mi avvicino a grandi etichette nei confronti delle quali provo una certa timidezza”
- Quali per esempio?
“I vini francesi innanzitutto che sono un necessario riferimento come gli champagne, i vini della Borgogna, lo Château del Bordolese e più che il giudizio che devo darne mi incuriosisce capire quanto mi emozionano”
- Quando parli di un vino sembri andare in estasi: come mai?
“Il vino è come un’opera d’arte o quanto meno un’opera di alto e fine artigianato; è il risultato di tre componenti: territorio, vitigno e uomo. L’uva da sola diventa aceto e per evitare ciò ci vuole l’ingegno e la creatività dell’uomo che risulta determinante nel rendere il vino espressione dei colori e dell’essenza di un dato territorio”
- All’inizio l’esperienza televisiva di ‘Gusto’ è stata la prima?
“Da bambino partecipai alla trasmissione ‘Tin’ del 1976. Ho fatto delle apparizioni a ‘Uno Mattina’ e poi all’interno di ‘Gusto’, la rubrica del Tg5, senza percepire compenso: vi prendo parte gratuitamente come rappresentante dell’A.I.S.. Ricordo con piacere anche la partecipazione al programma comico ‘Colorado Cafè’ dove andava fortissima la mia imitazione. Mi piace anche ricordare il programma ‘Enotria’ realizzato con Sandro Vannucci: cinque puntate sulla storia del vino in Italia andate in onda su Rai Educational” Problemi di imbarazzo davanti alla telecamera? “Devo riconoscere di avere buone doti di comunicazione e con la telecamera non ho avuto alcun problema a livello di spontaneità. Mi avrà certamente aiutato aver recitato per otto anni in teatro”
- Come fai a conciliare la passione per il vino e l’insegnamento?
“Dormendo poco. Il vantaggio di essere vicepreside è che puoi pianificare gli orari rendendoli flessibili agli altri tuoi impegni”
- Hai visitato tutta l’Italia per studiarne e gustarne i vini: c’è qualche regione che in rapporto al suo vino ti ha particolarmente sorpreso?
“La regione in cui il trittico territorio-vitigno-uomo si esprime mediamente meglio a mio avviso è il Piemonte dove la proprietà molto frammentata rappresenta appieno quanto possa essere diversamente interpretato un territorio e quanto conti l’intervento dell’uomo. A distanza di poche centinaia di metri ci sono caratteristiche di territorio alquanto diverse, basti pensare alla Borgogna”
- Hai citato i vini francesi: fra quelli italiani ce n’è qualcuno misconosciuto degno della ribalta?
“C’è il Carignano de Sulcis di Sardegna, un rosso dalle caratteristiche magnifiche dovute al suo territorio unico che si poggia su una piattaforma podografica immune alla filossera. Tra i bianchi mi viene da citare il Grillo della Sicilia, che sostanzialmente è l’uva impiegata per la produzione del Marsala buono”
- Dal punto di vista familiare e sentimentale come sei messo? “Alle spalle ho un matrimonio annullato dalla Sacra Rota: al momento della separazione lei ha asserito di non poter sopportare come rivale una bottiglia di vino, nel senso che la mia persona è troppo legata per impegni e investimento economico a questa passione. Bisogna trovare un giusto equilibrio e si finisce per accompagnarsi con chi condivide le tue stesse passioni”
- Quale qualità deve avere una persona per essere ‘buona’ quanto un vino?
“Una persona deve essere amica della compagnia e non esprimersi da sola. Il vino è grandissimo a tavola: l’egocentrismo e l’individualismo non appartengono al buon vino; lo stesso vale per le persone quando si accompagnano agli altri”
- Usando la terminologia tipica dei sommelier, mi daresti una definizione della vita? “La vita va apprezzata in ogni suo aspetto e atteggiamento come quando si degusta un vino. Bisogna osservarla, prendendosi il giusto tempo, guardando anche l’impatto visivo delle cose e assaporarne il ventaglio aromatico. È necessario saper aspettare il momento giusto perché altrimenti si rischia di perdere e bruciare qualcosa: la sintesi che riunisce tutto è l’assaggio che non va disperso ma assaporato in ogni istante, non solo quando il vino è in bocca ma soprattutto quando lo si deglutisce, un’esperienza riconducibile all’effetto che ti lascia un buon ricordo” - Giovanni Zambito

by Antonia-Zorba | categoria:paolo lauciani | Link | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 09 maggio 2008,20:05

I produttori di Aglianico chiedono il passaggio dalla doc alla docg

Dopo Castelvenere e Morcone, infatti, l'attenzione dell'iniziativa proposta dall'Ente Provinciale del Turismo di Avellino, Benevento e Caserta per aumentare la notorietà dei borghi simbolo dell'enogastronomica, ha fatto tappa a Torrecuso (Benevento), paese famoso per l'Aglianico di qualità.

E, proprio su questo vitigno, in particolare del suo passaggio dalla doc alla docg, si è discusso ieri mattina, in un atteso incontro allestito nella piazza principale.

Dopo i saluti di Erasmo Cutillo (vice sindaco di Torrecuso), Giuseppe Ciarlo (presidente della pro loco), Luigi D'Anna (presidente dell'Ept di Benevento), sono intervenuti: Nicola Matarazzo (esperto in comunicazione enogastronomica), Libero Rillo (vice presidente Consorzio di Tutela Vini Samnium), Pasquale Clemente (direttore de La Gazzetta di Caserta), Gaetano Pascale (presidente di Slow Food Campania) e Luciano Pignataro (giornalista e scrittore).

Nicola Matarazzo ha posto l'accento su "un'enologia molto legata al territorio, poiché solo in tal modo è possibile maturare le condizioni per il passaggio alla docg, da considerare come traguardo dal quale i produttori sappiano costruire capacità di relazione, strategie idonee e soluzioni per sviluppare un mercato più competitivo".

Libero Rillo, invece, ha ribadito l'importanza del Consorzio di Tutela Vini Samnium e spiegato che "il passaggio alla docg è un aspetto che riguarda l'intera provincia e, per questo, non va visto come una preclusione verso altri produttori, ma come opportunità per l'intero territorio sannita".

Pasquale Clemente, inoltre, si è soffermato sul valore di un'operazione che ha spiegato "oltre a richiedere un maggiore impegno da parte dei viticoltori ed una maggiore attenzione degli enti istituzionali, di certo darà un'immagine di eccellenza e di grande stimolo come è avvenuto in altre regioni italiane".

Gaetano Pascale, invece, nell'evidenziare il momento non certo brillante per la vitivinicoltura, si è chiesto "se il passaggio alla docg può risollevare le sorti del settore" e ha rilevato "l'importanza del lavoro preliminare da svolgere, che passa anche attraverso la mappa della zonazione regionale" e che "sono i viticoltori che determinano un successo non i marchi".

Luciano Pignataro, infine, ha affermato che "i tempi sono maturi per questo salto di qualità, soprattutto perché i vini sono buoni e competitivi e da tempo si distinguono".
"Ora bisogna studiare - ha aggiunto - un disciplinare che possa sfruttare al meglio quest'occasione di crescita per tutta la provincia e che punti, con il contributo di tutti, ad un messaggio chiaro. Luigi Veronelli, non a caso, affermava che il vino è un irreale che ti porta nel reale".

La rassegna Le Terre del Gusto prevede altri due appuntamenti, entrambi nell'Alto Casertano a maggio. Il primo, il 10 e 11 a Rocca d'Evandro per scoprire la doc Galluccio e, il secondo, il 17 e 18 a San Gregorio Matese, con i sapori del parco

ufficio stampa:
Sandro Tacinelli
Vinit Magazine

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