venerdì, 16 maggio 2008,16:11

Purtroppo troppo tardi ho trovato quest'intervista molto interessante a Paolo Lauciani...

Beh di solito si dice meglio tardi che mai... La posto di seguito perchè ci sono un po' di curiosità poco conosciute del grande sommelier!

Grazie a Clandestinoweb e a Giovanni Zambito

L'intervista del Clandestinoweb a PAOLO LAUCIANI: sommelier del Tg5

 
18/12/2007
Il personaggio: Paolo Lauciani, sommelier del Tg5, parla con ClandestinoWeb: “La vita va assaporata come un buon vino” I telespettatori che si sintonizzano per il Tg5 delle ore 13 hanno imparato col tempo ad apprezzare gli approfondimenti e le curiosità della rubrica “Gusto” che molto spesso fra gli esperti enologi ospita il romano Paolo Lauciani
che con classe, brio e competenza enuclea le diverse caratteristiche organolettiche del nettare degli dèi. Classe 1964, Paolo Lauciani insegna Latino e Greco al Liceo Classico ‘Vivona’ della capitale; con in tasca un dottorato in filologia classica, si occupa di enogastronomia insegnando nei corsi dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) e dal 2002 partecipa alla rubrica del notiziario di Canale 5. ClandestinoWeb lo ha incontrato nel Liceo dove insegna e svolge pure la funzione di vicepreside: racconta subito com’è iniziata la sua avventura di sommelier.
“Fondamentalmente sono una persona curiosa: cerco di studiare e approfondire tutto quello che è espressione e l’amore per il vino si colloca da questo punto di vista come una realtà da conoscere da vicino. Sin da bambino di nascosto bevevo dalle bottiglie che i commensali lasciavano a tavola: per quanto riguarda il cammino professionale e la carriera di sommelier ho cominciato intorno ai ventotto anni.
Mi ha convinto la scoperta che il vino è parte integrante del patrimonio culturale del nostro Paese come i classici”
- Ci sono dei risvolti negativi nell’essere esperto di vini?
“Sono oramai quindici anni che lavoro in questo settore e devo dire che non ho ancora perso lo stupore, la capacità di stupirmi sia quando assaporo il vino semplice di un contadino sia quando mi avvicino a grandi etichette nei confronti delle quali provo una certa timidezza”
- Quali per esempio?
“I vini francesi innanzitutto che sono un necessario riferimento come gli champagne, i vini della Borgogna, lo Château del Bordolese e più che il giudizio che devo darne mi incuriosisce capire quanto mi emozionano”
- Quando parli di un vino sembri andare in estasi: come mai?
“Il vino è come un’opera d’arte o quanto meno un’opera di alto e fine artigianato; è il risultato di tre componenti: territorio, vitigno e uomo. L’uva da sola diventa aceto e per evitare ciò ci vuole l’ingegno e la creatività dell’uomo che risulta determinante nel rendere il vino espressione dei colori e dell’essenza di un dato territorio”
- All’inizio l’esperienza televisiva di ‘Gusto’ è stata la prima?
“Da bambino partecipai alla trasmissione ‘Tin’ del 1976. Ho fatto delle apparizioni a ‘Uno Mattina’ e poi all’interno di ‘Gusto’, la rubrica del Tg5, senza percepire compenso: vi prendo parte gratuitamente come rappresentante dell’A.I.S.. Ricordo con piacere anche la partecipazione al programma comico ‘Colorado Cafè’ dove andava fortissima la mia imitazione. Mi piace anche ricordare il programma ‘Enotria’ realizzato con Sandro Vannucci: cinque puntate sulla storia del vino in Italia andate in onda su Rai Educational” Problemi di imbarazzo davanti alla telecamera? “Devo riconoscere di avere buone doti di comunicazione e con la telecamera non ho avuto alcun problema a livello di spontaneità. Mi avrà certamente aiutato aver recitato per otto anni in teatro”
- Come fai a conciliare la passione per il vino e l’insegnamento?
“Dormendo poco. Il vantaggio di essere vicepreside è che puoi pianificare gli orari rendendoli flessibili agli altri tuoi impegni”
- Hai visitato tutta l’Italia per studiarne e gustarne i vini: c’è qualche regione che in rapporto al suo vino ti ha particolarmente sorpreso?
“La regione in cui il trittico territorio-vitigno-uomo si esprime mediamente meglio a mio avviso è il Piemonte dove la proprietà molto frammentata rappresenta appieno quanto possa essere diversamente interpretato un territorio e quanto conti l’intervento dell’uomo. A distanza di poche centinaia di metri ci sono caratteristiche di territorio alquanto diverse, basti pensare alla Borgogna”
- Hai citato i vini francesi: fra quelli italiani ce n’è qualcuno misconosciuto degno della ribalta?
“C’è il Carignano de Sulcis di Sardegna, un rosso dalle caratteristiche magnifiche dovute al suo territorio unico che si poggia su una piattaforma podografica immune alla filossera. Tra i bianchi mi viene da citare il Grillo della Sicilia, che sostanzialmente è l’uva impiegata per la produzione del Marsala buono”
- Dal punto di vista familiare e sentimentale come sei messo? “Alle spalle ho un matrimonio annullato dalla Sacra Rota: al momento della separazione lei ha asserito di non poter sopportare come rivale una bottiglia di vino, nel senso che la mia persona è troppo legata per impegni e investimento economico a questa passione. Bisogna trovare un giusto equilibrio e si finisce per accompagnarsi con chi condivide le tue stesse passioni”
- Quale qualità deve avere una persona per essere ‘buona’ quanto un vino?
“Una persona deve essere amica della compagnia e non esprimersi da sola. Il vino è grandissimo a tavola: l’egocentrismo e l’individualismo non appartengono al buon vino; lo stesso vale per le persone quando si accompagnano agli altri”
- Usando la terminologia tipica dei sommelier, mi daresti una definizione della vita? “La vita va apprezzata in ogni suo aspetto e atteggiamento come quando si degusta un vino. Bisogna osservarla, prendendosi il giusto tempo, guardando anche l’impatto visivo delle cose e assaporarne il ventaglio aromatico. È necessario saper aspettare il momento giusto perché altrimenti si rischia di perdere e bruciare qualcosa: la sintesi che riunisce tutto è l’assaggio che non va disperso ma assaporato in ogni istante, non solo quando il vino è in bocca ma soprattutto quando lo si deglutisce, un’esperienza riconducibile all’effetto che ti lascia un buon ricordo” - Giovanni Zambito

by Antonia-Zorba | categoria:paolo lauciani | Link | commenti (1)(popup) | commenti (1)
mercoledì, 30 agosto 2006,19:20


Visto che un utente di questo blog è stato così gentile da ricordarmelo (grazie ancora grazie) prendo lo spunto per fare gli auguri, spero da parte di tutti i simpatizzanti, al nostro Paolo Lauciani



Ho "mancato" l'appuntamento perchè, onestamente, mi sono fatta distrarre anche dal mio compleanno!
Potrò mai essere perdonata?!??!?
by Antonia-Zorba | categoria:paolo lauciani | Link | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 24 maggio 2006,20:22

Ecco, come al solito, ho registrato le esilaranti gag di Lauciani con Chicco D'Oliva, l'improbabile sommelier di Colorado Cafè Live


Divertente come al solito stavolta...
...Chicco D'Oliva fa una figura più barbina del solito!

Non c'è niente da fare UBI MAJOR, MINOR CESSAT
by Antonia-Zorba | categoria:paolo lauciani, colorado cafe | Link | commenti (popup) | commenti
venerdì, 12 maggio 2006,21:13
Dal Tg5 una notizia davvero impressionante
Per invecchiare il vino e renderlo di grande qualità, in Europa, come già nel resto del mondo, non saranno più neccesari i rigidi disciplinari e le barrique di rovere, ma potranno essere sufficienti dei trucioli di legno.

Tra 3 o 4 mesi, infatti, anche i viticoltori europei avranno la possibilità di utilizzare questo nuovo metodo; si è solo in attesa di alcune modifiche alle norme di etichettatura delle bottiglie.
Insomma per invecchiare il vino sarà possibile introdurre trucioli di rovere direttamente nelle bottiglie per modificare, migliorare il prodotto.
L'Italia però consentirà questa pratica solo per i vini da tavola, mentre per i vini DOC sarà severamente proibito.
Intanto le polemiche e gli animi di produttori, associazioni, ambientalisti e specialisti del settore si infervorano.

Ecco le ragioni di un grande del vino, Paolo Lauciani.

Domanda: "Perchè l'uso dei trucioli?"
Lauciani: " Non è una bella notizia, perchè si sono volute privilegiare le ragioni di cassetta su quelle della cultura e della tradizione. È una maniera di accelerare un processo evolutivo del vino che ha bisogno di tempo e di pazienza. Forse con la barrique in Italia abbiamo esagerato un po' con la mania di voler copiare il vino dagli altri, però questo escamotage è davvero triste.

Cosa si inventeranno la prossima volta pur di far "soldi" a discapito della qualità?!?!

Per approfondire leggete anche cosa ne pensa Matroberardino in una intervista rilasciata a WineNews, oppure questo articolo pubblicato su LavBlog o ancora un post sul blog di tigullio vino
by Antonia-Zorba | categoria:paolo lauciani, tutte le facce del vino | Link | commenti (popup) | commenti
domenica, 07 maggio 2006,22:30

Ecco la seconda puntata della sfida
Chicco d'Oliva VS Paolo Lauciani...

Purtroppo una telefonata mi ha tagliato il video sul più bello.
Posto di seguito tutto quello che mi è stato possibile registrare...

Questa è la parte iniziale...


...questa, invece, è la parte finale dello sketch

Mi auguro mi perdoniate per il finale tagliato... Sappiate comunque che il vincitore, manco a dirlo, è stato Paolo Lauciani!!! ahahahah